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Il personaggio di Anthony Stark è interpretato dall'attore Robert Downey, Jr. e viene introdotto nella Fase 1 del Marvel Cinematic Universe a partire dal primo film in assoluto della saga cinematografica, intitolato "Iron Man" di cui è il protagonista principale. Da allora, Downey Jr. è tornato ad interpretare Anthony Stark/Iron Man nei seguenti titoli della saga: Iron Man 2, The Avengers, Iron Man 3, Avengers: Age of Ultron, Captain America: Civil War, Spider-Man: Homecoming, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

Filmati e audio di repertorio registrati dall'attore vennero successivamente utilizzati nel film Spider-Man: Far From Home e nell'episodio "Glorious Purpose" della serie televisiva realizzata per la piattaforma di streaming Disney+, Loki.

Una versione animata del personaggio appare inoltre all'interno della serie televisiva What If...?.


Quote1.png La mia armatura non è mai stata una distrazione, né un hobby. Era un bozzolo e ora sono un uomo cambiato. Possono togliermi la casa, tutti i miei giocattoli, ma c'è una cosa che nessuno mi toglierà mai: Io sono Iron Man! Quote2.png
-- Tony Stark src 

Figlio del geniale-multimiliardario proprietario delle Stark Industries Howard Stark, una gigantesca industria d'armi di altissima innovazione, Anthony Stark nacque nel 1970 e, viziato sin dalla nascita, crebbe per diventare un uomo arrogante e dissoluto, conducendo la vita del classico "playboy" donnaiolo. Alla morte di entrambi i genitori per cause sospette, Tony ereditò la direzione della società del padre.

In Afganistan per concludere un affare per conto dell'azienda, Stark si ritrovò coinvolto nel bel mezzo di un attentato condotto da un gruppo di terroristi locali. Rimasto gravemente ferito in seguito all'esplosione di un ordigno che, per ironia della sorte portava il suo marchio, Tony venne prelevato con la forza e rinchiuso in una cella dai criminali della cellula terrorista che lo obbligarono a costruire per conto loro un missile Jericho in cambio della libertà.[1]

Reattore Arc

La spiacevole situazione di prigionia venne ulteriormente aggravata dalle sue condizioni fisiche: alcune schegge della bomba che lo avevano ferito infatti, erano rimaste conficcate in profondità nel suo petto, minacciando di raggiungere il cuore. Impossibilitato a sottoporsi ad un'operazione chirurgica, un altro prigioniero, il fisico Yinsen, gli costruì un rudimentale elettromagnete alimentato da una batteria d'auto portatile che gli permise di mantenersi in vita, piantandogliela al centro del cuore. Tale marchingegno venne poi rafforzato da Stark stesso grazie al reattore Arc alimentato dal palladio.

Avendo poche chance di sopravvivenza, in accordo con Yinsen, Stark decise di ribellarsi ai terroristi, servendosi dei materiali che questi gli avevano fornito per costruire il missile Jericho, per costruirsi invece un'armatura da combattimento. Un'armatura da battaglia tecnologicamente molto avanzata capace di sbaragliare i furfanti e guadagnarsi così la libertà.

Con l'aiuto di J.A.R.V.I.S. Tony riuscì ulteriormente a migliorare la sua armatura, assumendo a tutti gli effetti l'identità di "Iron Man". Durante questo periodo, Stark strinse una relazione romantica con la sua segretaria, la signorina Virginia Potts. La donna scoprì che era proprio il multimiliardario a nascondersi sotto ai panni del supereroe Iron Man.[1]

Col passare del tempo però, sempre più a contatto con il reattore Arc, Tony sviluppò una grave forma di intossicazione da palladio. Al tempo stesso, durante il periodo di ricovero, Stark dovette fare i conti con il governo americano, determinato a impossessarsi delle sue speciali armature e tecnologie militari. In questo periodo così difficile, Pepper venne nominata da Tony amministratrice delegata delle Stark Industries.

L'intossicazione da palladio divenne talmente grave da mettere a repentaglio la sua stessa vita ma, grazie ai progetti del padre Howard, Tony riuscì infine a perfezione il reattore che giaceva nel suo petto, sintetizzando con successo un nuovo elemento chimico auto-prodotto dal suo corpo, inserendovi poi anche un accelleratore di particelle. Il nuovo elemento riscoperto si dimostrò sin da subito molto efficace, ripulendo il sangue di Tony da ogni traccia e residuo di palladio presenti.[2]

Battaglia di New York

Alcuni anni più tardi, nel 2012, quando la divinità asgardiana degli inganni Loki, determinato a mettere le mani sul Tesseract, un antico artefatto in grado di generare una quantità illimitata di energia, attaccò la base della S.H.I.E.L.D, Nick Fury contattò Stark per unirsi all'iniziativa Avengers per proteggere il pianeta Terra da minacce di genere soprannaturale. Assieme a lui, il direttore reclutò Bruce Banner, Black Widow, Captain America e Occhio di Falco e li spedì sulle tracce di Loki. Aiutati dall'asgardiano Thor, la squadra affrontò Loki e le sue orde di Chitauri a New York City.

Sebbene Selvig e Romanoff stessero collaborando insieme su una soluzione per chiudere definitivamente il portale attraverso il quale confluivano le orde di Chitauri, il governo americano decise di sganciare sulla cittadina un missile nucleare per annientare le orde nemiche a scapito della popolazione residente. In un atto di estremo sacrificio, Iron Man usò le sue ultime energie per intercettare il missile e salendosi a bordo, deviare la sua traiettoria verso il portale. Il missile nucleare colpì la nave madre dei Chitauri, annientandoli. A corto di forze e ossigeno, Stark si ritrovò a galleggiare nelle profondità dello spazio infinito. Fortunatamente, respinto dall'onda d'urto causata dall'esplosione della nave madre, Tony venne scagliato nuovamente oltre il portale tornando sulla Terra e attraversandolo prima che si richiudesse per sempre.

Contenuta la minaccia, Thor fece ritorno ad Asgard col Tesseract e il fratellastro Loki come suo prigioniero. Gli altri Vendicatori fecero invece ritorno ciascuno alle proprie vite, promettendo di riunirsi in futuro, in caso di necessità.[3]

Dopo l'attaco a New York City, Stark incominciò a soffrire di un disturbo da stress post-traumatico e decidendo di ritirarsi dalle scene, si dedicò a costruire e progettare sempre nuove armature in caso di un nuovo ed eventuale attacco. Durante questo periodo Tony si ritrovò ad affrontare una serie di veterani di guerra geneticamente potenziati dal siero Extremis, scoprendo soltanto in un secondo momento che questi erano stati guidati e scagliati contro di lui da Aldrich Killian, uno scienziato che Tony aveva snobbato in passato.

Quando Killian catturò la sua amata Pepper, Tony volò immediatamente al suo salvataggio, soltanto per scoprire che la donna era riuscita a liberarsi con le sue sole mani iniettandosi una dose di Extremis. Assieme, i due collaborarono per sconfiggere Aldrich, divenuto praticamente inarrestabile.[4]

Sokovia e la nascita di Ultron

Su Sokovia, prendendo d'assalto una delle bassi dell'HYDRA, i Vendicatori catturarono il Barone Wolfgang von Strucker e si impossessarono del Tesseract, lo scettro di Loki dove era custodita una delle Gemme dell'Infinito, quella della Mente.

Al fine di proteggere la Terra da un'ulteriore invasione aliena, Tony Stark e Bruce Banner crearono l'intelligenza artificiale "Ultron". Tuttavia, la creazione finì per ribellarsi ai suoi stessi padroni e nel tentativo di radere al suolo l'intera umanità, si fabbricò un corpo indistruttibile, alleandosi poi coi gemelli Pietro e Wanda Maximoff (desiderosi di vendetta nei confronti di Stark) per distruggerli. Tuttavia, resisi conto dei suoi folli piani, i gemelli gli si rivoltarono contro, aiutando Captain America, Barton, Romanoff, Banner, Stark e l'asgardiano Thor a scongiurare la minaccia. Nel bel mezzo dell'azione però, la cittadina di Sokovia rimase completamente distrutta.[5]

Gli Accordi di Sokovia: Vendicatori contro Vendicatori

In Nigeria, nel 2015, a circa un anno dagli eventi verificatosi in Sokovia, gli Avengers tentarono di impedire a un gruppo di criminali di impossessarsi di una pericolosa arma biologica. Durante la missione però, quando Rumlow azionò il suo giubbotto esplosivo nel cuore del centro cittadino, Wanda tentò limitare l'impatto dell'esplosione dirottandola verso un edificio. Non riflettendo sufficientemente sulle conseguenze delle proprie azioni, la ragazza finì per condannare a morte certa una serie di volontari del Wakanda.

L'evento finì immediatamente su tutti i notiziari, aumentando la sfiducia delle Nazioni Unite nei confronti della squadra di supereroi, che per tutta risposta stipularono gli "Accordi di Sokovia", una serie di leggi atte a monitorare costantemente l'operato degli Avengers, in modo da contenere i danni e ridurre il numero di innocenti durante le loro missioni. Da una parte, Tony Stark appoggiava la necessità di una supervisione esterna mentre dall'altra, Steve Rogers sosteneva la libertà di intervento degli Avengers a discapito di vittime innocenti.

Durante il Consiglio delle Nazioni Unite per discutere degli Accordi di Sokovia si verificò un attentato terroristico e il re T'Chaka del Wakanda, rimase ucciso. Scoprendo dalle telecamere di sicurezza che il colpevole era un certo Soldato d'Inverno, Steve si mise immediatamente sulle sue tracce. Nonostante gli avvertimenti di Natasha, capendo che l'amico era ancora controllato dall'HYDRA, Rogers riuscì a rintracciarlo presso Bucarest dove tentò di proteggerlo dall'intervento delle forze di polizia e da T'Challa, figlio del defunto T'Chaka intenzionato a vendicare personalmente la morte del padre. Rinsavito per qualche istante, Bucky gli svelò di essere mentalmente manipolato dall'HYDRA e che il responsabile dell'attacco terroristico non era altri che il leader dell'organizzazione, un certo Barone Helmut Zemo.

Determinato a sventare i suoi piani, Captain America reclutò Wanda, Occhio di Falco e Ant-Man per aiutarlo ma il gruppo venne ostacolato dalla fazione di Vendicatori opposta capitanata da Iron Man e che tra le sue fila contava Black Widow, T'Challa, Visione, War Machine. Tra i suoi, Tony reclutò inoltre il ben più giovane e inesperto Spider-Man, uno studente liceale del Queens di cui aveva sentito molto parlare. Una volta arrivato in Germania presso l'aeroporto di Lipsia-Halle, Tony gli consegnò una nuova uniforme, tecnologicamente più avanzata, dopo di che, lo schierò in prima linea.

Le due fazioni si scontrarono apertamente presso l'aeroporto di Lipsia-Halle dove Natasha decise di lasciar fuggire Rogers e Barnes, tradendo la sua squadra per permettere ai due di recarsi in Siberia per fermare Zemo. Quando Tony vide che la situazione era diventata troppo pericolosa, rispedì Peter a casa e quando scoprì che Steve e Bucky stavano fuggendo in Siberia, li inseguì.

Nel tentativo di metterli l'uno contro l'altro, Zemo mostrò loro un video del 1991 in cui Howard e Maria Stark, i genitori di Tony, vennero brutalmente uccisi da un Bucky Barnes completamente sordo alle loro implorazioni. Desiderando vendicare i propri genitori, Tony si scagliò duramente contro Bucky e, nel bel mezzo dello scontro, gli amputò persino il braccio metallico, stordendolo definitivamente poco dopo con uno dei suoi raggi. Per proteggere il suo amico, Steve si frappose fra i due e schierandosi nettamente dalla parte di Bucky, affrontò Tony al suo posto. In seguito a un feroce scontro, Captain America riuscì a disattivare la sua armatura distruggendone il nucleo, per poi fuggire caricandosi Bucky sulle spalle.

Soltanto in un secondo momento Tony avrebbe scoperto che il video era un falso manipolato sapientemente da Zemo per mettere i Vendicatori uno contro l'altro, parte di un piano più grande per dividerli e distruggerli. Zeno venne sconfitto ma, tra Tony e Steve venne a mancare la fiducia e gli Avengers si divisero definitivamente.[6]

Contemporaneamente, Tony continuò a monitorare costantemente l'operato del suo pupillo Peter Parker.[7]

La Battaglia di Greenwich Village

Nel 2018, in compagnia della moglie, Tony e Pepper erano impegnati a discutere dell'eventualità di avere una figlia insieme per le strade di Greenwich Village, quando vennero raggiunti da Banner e dallo stregone supremo Stephen Strange. I due portavano un avvertimento rivolto all'intero genere umano: il malvagio Thanos, intenzionato ad appropriarsi di tutte e sei le Gemme dell'Infinito, stava per arrivare sul pianeta Terra.

Rifiutandosi di avvertire Steve, a causa delle innumerevoli incomprensioni e ferite ancora aperte fra i due, quando i figli adottivi del pericoloso titano e membri dell'Ordine Nero, Cull Obsidian ed Ebony Maw, sorvolarono i cieli di New York City con la loro astronave alla ricerca della Gemma del Tempo, scatenando tra le strade il caos più totale, Strange e Stark tenarono di contenere la minaccia da soli. Il giovane Peter Parker, in viaggio con la scuola assieme ai compagni di classe, percependo la minaccia in arrivo, si infilò il costume da Uomo Ragno e si precipitò ad aiutarli. Lo psionico Ebony Maw, scoprendo che Strange custodiva la Gemma del Tempo nell'Occhio di Agamotto, lo catturò, conducendolo a bordo della nave nemica. Wong, braccio destro di Strange, di guardia presso il Santuario di New York, inviò quindi Iron Man e Spider-Man al suo salvataggio.

Quando Peter si ritrovò a corto di ossigeno e schiacciato dalla forza di gravità, Tony volò in suo soccorso potenziando il suo costume con una serie di naniti che andarono a forgiare la cosidetta "Iron-Spider". Grazie alle nuove capacità che la tuta disegnata da Tony gli conferivano, Peter riuscì a sbarazzarsi con un trucchetto di Ebony Maw aprendo un varco nella sua navicella e facendolo risucchiare dal vuoto cosmico. Insieme, i due procedettero a liberare lo stregone dagli strumenti di tortura dell'alieno. A bordo dell'astronave, Tony nominò Peter membro ufficiale degli Avengers.[8]

Il BLIP

Una volta liberato Strange dalle grinfie di Ebony Maw, più che decisi ad ostacolare i piani del perfido titano Tony, Peter e lo stregone rintracciarono Thanos sul suo pianeta natale e decisero di affrontarlo. Sul pianeta però si imbatterono nei Guardiani della Galassia che, intenzionati a scoprire quale destino Thanos avesse riservato alla figlia adottiva Gamora in cambio della Gemma dell'Anima, scambiandoli per suoi scagnozzi, li attaccarono. Scoprendo di essere uniti da un obiettivo comune però le due fazioni decisero di collaborare per tendere un agguato al titano.

Faccia a faccia con il malvagio titano, scagliandogli contro una luna, Stark scoprì i suoi reali piani: appropriarsi di tutte e sei le Gemme dell'Infinito per ottenere il potere necessario da annientare con un solo schiocco delle dita metà degli esseri viventi presenti nell'universo. Quando però Quill scoprì che Thanos aveva sacrificato la sua amata Gamora per ottenere la Gemma dell'Anima, accecato dal desiderio di vendetta, si ribellò al piano di Stark, rovinando ogni cosa.

Per risparmiare la vita di Tony, Strange fu costretto a consegnare a Thanos la Gemma del Tempo e il titano fuggì in Wakanda alla ricera dell'ultima gemma, quella della Mente. Una volta che il titano riuscì ad impadronirsi di tutte e sei le gemme, con i suoi nuovi poteri, cancellò dall'esistenza metà della popolazione dell'universo e Peter, si dissolse in cenere assieme alla maggior parte dei suoi compagni di squadra, scomparendo proprio tra le braccia del mentore Tony. L'uomo, che non era riusciuto a proteggere una delle persone a cui teneva di più, sopravvissuto alla vicenda, considerò l'evento come una sconfitta personale.[8]

La Battaglia Finale per la Terra

Alla deriva nello spazio, in rotta per la Terra da più di ventidue giorni, Nebula e Tony Stark, gli unici sopravvissuti della loro squadra allo schiocco letale dell'ormai onnipotente Thanos, rimasero a corto di ossigeno e sull'astronave dei Guardiani della Galassia, il carburante stava ormai per terminare. Ma mentre Nebula, essendo una cyborg, sarebbe potuta sopravvivere a tale eventualità, Tony no e iniziò a registrare dei messaggi che sua moglie Pepper avrebbe potuto ritrovare. Proprio quando i due sembravano spacciati, l'eroina intergalattica Captain Marvel, ritrovando la loro navicella alla deriva nello spazio profondo, accorse in loro aiuto e sorreggendo il peso dell'astronave sulle proprie spalle, li riportò sani e salvi sul pianeta Terra. Approdati presso il nuovo quartiere generale degli Avengers, Tony riuscì finalmente a ricongiungersi con la moglie Pepper e i compagni, scoprendo che anche le file dei Vendicatori erano state significativamente dimezzate.

Nel periodo a cavallo tra il 2018 e il 2023, Tony e Pepper si ritirarono a vita privata e, separandosi definitivamente dai Vendicatori, ebbero una figlia di nome Morgan.

Grazie all'aiuto di Scott Lang e alla determinazione di Natasha che aveva tenuto insieme la squadra, gli Avengers progettarono di avventurarsi all'interno del reame quantico per viaggiare indietro nel tempo e lottare per recuperare le gemme necessarie ad annullare le azioni di Thanos, forgiando un nuovo guanto dell'infinito. I primi tentativi dell'esperimento si rivelarono però un completo insuccesso fino a quando, presso il quartier generale dei Vendicatori non fece ritorno Tony Stark, che sviluppò uno speciale braccialetto GPS che potesse aiutarli a viaggiare nel tempo sfruttando l'energia del Reame Quantico.

Recuperate tutte e sei le gemme, Bruce Banner, l'unico in grado di sopportare le radiazioni emesse dalle gemme quando utilizzate, assunte le sembianze di Hulk, indossò il nuovo Guanto dell'Infinito ed esprimendo il desiderio di riportare in vita tutti coloro erano scomparsi, annullò gli effetti del BLIP. Quando però il Thanos del passato riemerse dalle profondità dello spazio e del tempo, e assieme al suo esercito bombardò l'Avengers Facility per impossessarsi del nuovo Guanto dell'Infinito, guidati da Captain America, Stark e Thor combatterono per contrastarlo.[9]

Morte

Teletrasportati sul campo di battaglia dal redivivo Doctor Strange, Rogers e Stark vennero raggiunti dalle truppe del Wakanda, la principessa Shuri, le Dora Milaje capitanate dalla generalessa Okoye, Valkyrie alla guida degli eserciti di Nuova Asgard, gli stregoni di Kamar-Taj capitanati dallo Stregone Supremo Wong, i Guardiani della Galassia e gli ex-compagni di squadra Wanda, Bucky, Falcon, Spider-Man, Ant-Man, Wasp, Captain Marvel, Occhio di Falco, Hulk e Pepper Potts. Esclamando a gran voce le parole “Vendicatori uniti” e alzando al cielo Mjolnir, Captain America guidò la resistenza, combattendo valorosamente contro gli eserciti di Thanos.

A conoscenza del sacrificio finale che avrebbe dovuto prendere luogo sul campo di battaglia per permettere ai terrestri di trionfare su Thanos, Strange, con un segno della mano, indirizzò Tony Stark verso il suo destino: sfilare con l'inganno le gemme al titano e usarle per cancellare gli effetti del suo operato, ricordandogli che quello era l'unico modo per sconfiggere Thanos e salvare l'intero universo. Consumato dalle radiazioni prodotte dal Guanto dell'Infinito però, Tony finì per morire qualche istante più tardi tra le braccia dell'amata Pepper e del pupillo Peter Parker.

Consapevole del sacrificio che avrebbe dovuto compiere, Tony lasciò a Pepper e Morgan un ultimo videomessaggio per salutarle.[9]



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