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Il personaggio di Nebula è interpretato dall'attrice Karen Gillian e viene introdotto nella Fase 2 del Marvel Cinematic Universe a partire dal decimo film in assoluto della saga cinematografica, intitolato "Guardiani della Galassia Vol. 1" di cui è antagonista. Da allora, Gillian è tornata ad interpretare Nebula nei seguenti titoli della saga: Guardiani della Galassia Vol. 2, Avengers: Infinity War, Avengers: Endgame, Thor: Love and Thunder e Guardiani della Galassia Vol. 3.

Il personaggio appare inoltre all'interno dello speciale televisivo realizzato per il servizio di streaming Disney+, intitolato "The Guardians of the Galaxy Holiday Special", prequel del terzo volume della saga.


Passato

Originaria del pianeta Luphomoid, in tenera età Nebula venne strappata dalle braccia dei suoi genitori biologici e adottata dal folle Thanos quando quest'ultimo giunse su Luphomoid assieme ai suoi eserciti per distruggerlo e riequilibrare le sorti dell'universo.[1] Tuttavia, Nebula non era certo l'unica bambina che Thanos aveva strappato alla sua famiglia per fare di lei una guerriera: il titano aveva ripetuto l'esatta procedura anche con un'altra bambina prima di lei, Gamora, che Nebula conobbe a bordo della sua nave e le due crebbero come sorelle. Allevata secondo i principi ed insegnamenti del titano, Nebula divenne un'esperta cacciatrice e guerriera al suo servizio.[2]

Preferendo da sempre Gamora a lei, tuttavia, Nebula sviluppò una sorta di rapporto di invidia-competizione nei confronti della sorellastra maggiore. Ad ogni competizione o combattimento che perdeva, infatti, Thanos le strappava un pezzo del corpo e lo sostituiva con una parte robotica al fine di renderla l'equivalente di Gamora. Prima il cervello, poi un occhio e infine anche un braccio. Covando un tale risentimento, Nebula iniziò a pianificare di ucciderla.[3]

La Ricerca dell'Orb

Avendo promesso a Thanos di recuperare l'Orb in cambio della distruzione di Xandar, Ronan, l'Accusatore dell'Impero Kree, affidò alla guerriera Nebula, nonché figlia di Thanos, il compito di recarsi su Xandar - la capitale dell'impero Nova - e rubare la sfera dalle mani del pirata intergalattico Star-Lord. Tuttavia Gamora, intromettendosi nella discussione, riportando a galla i numerosi fallimenti della sorellastra, riuscì a soffiarle l'incarico.

Venuto a conoscenza che Gamora intendesse tradirli sin dal principio per impedire a Thanos di distruggere l'ennesimo pianeta (Xandar) oltre al suo pianeta natale, convocato dal titano in persona, Ronan si alleò con Nebula per recuperare l'oggetto e mettere fine a questa storia. I due viaggiarono verso il carcere di massima sicurezza di Kyln dove i Guardiani della Galassia erano stati rinchiusi, soltanto per scoprire che i ladruncoli erano già riusciti a fuggire.

Abbattuta la navicella sulla quale la sorella viaggiava, Nebula consegnò a Ronan l'Orb. A bordo della sua Dark Aster tuttavia, quando l'Accusatore scoprì il reale contenuto dell'Orb - la Gemma del Potere - decise di svincolarsi dal patto che lo legava a Thanos per farsi giustizia da solo grazie al potere della gemma, diventando a tutti gli effetti inarrestabile. Nebula, piena di rancore nei confronti del padre adottivo che l'aveva trasformata in una vera e propria arma da guerra, decise di schierarsi con Ronan e di stringere con lui un nuovo accordo: uccidere Thanos, l'essere più potente dell'intero universo in cambio del suo aiuto nella distruzione di migliaia e migliaia di pianeti.

Tuttavia, quando la rediviva Gamora e il resto dei Guardiani della Galassia attaccarono la Dark Aster per riappropriarsi della gemma, nel corso di un combattimento con la sorellastra, Gamora tentò di implorare la sorella, di farla ragionare ma, questa, invece che ammettere la sconfitta, preferì fuggire a bordo di una nave Ravager.[2]

Prigioniera dei Sovereign e dei Guardiani

Qualche mese più tardi, Nebula tentò di rubare le batterie Anulax all'impero Sovereign per rivenderle sul mercato nero, ma venne catturata dagli eserciti di droidi. Portando a termine un incarico per conto dell'Alta-sacerdotessa Ayesha dell'impero Sovereign, i guardiani richiesero in cambio la consegna della prigioniera Nebula, al fine di riconsegnarla alla giustizia dei Nova Corps.

Tuttavia, quando l'alta sacerdotessa scoprì di essere stata ingannata da Rocket, che in gran segreto aveva rubato alcune batterie per i suoi scopi personali, spedì le sue flotte dorate al loro inseguimento. Pesantemente bersagliati dalla flotta di droidi Sovereing, i guardiani vennero salvati da un misterioso essere umano che, a bordo della sua navicella, con un singolo colpo distrusse tutte le flotte Sovereign. L'uomo, presentandosi al loro cospetto, rivelò di chiamarsi Ego e di essere il padre biologico di Peter, sulle sue tracce ormai da un paio di anni.

Ego invitò i guardiani a seguirlo sul proprio pianeta, dove avrebbe potuto spiegare loro ogni cosa; Peter, Gamora e Drax accettarono il suo invito mentre Rocket, il piccolo Groot e la prigioniera Nebula decisero di rimanere su Berhert il tempo necessario da riparare la loro astronave e poi ricongiungersi ai compagni di squadra. Tuttavia, Rocket e Groot finirono per venire catturati da Yondu Udonta e dai suoi Ravagers, assoldati da Ayesha per vendicare il torto subito dai guardiani, mentre Nebula riuscì a fuggire.

Rintracciata la sorella sul pianeta Ego, ancora rancorosa nei confronti della sorellastra che giudicava colpevole per le torture subite negli anni da Thanos, Nebula attaccò Gamora a bordo della sua navicella spaziale con l'obiettivo di ucciderla. Questa volta fu Nebula ad avere la meglio nel combattimento ma, alla fine, assalita dai ricordi che le legavano, non riuscì ad ucciderla. Dopo tanti - parecchi - anni trascorsi a farsi inutilmente la guerra, le due riuscirono finalmente a riappacificarsi.[3]

Battaglia su Ego, il Pianeta Vivente

Nel corso della loro permanenza, Gamora e Nebula scoprirono le reali intenzioni di Ego. Il concepimento di Peter era parte di un complotto più grande orchestrato proprio dal padre per generare un nuovo Celestiale: durante i suoi numerosi viaggi per il cosmo, infatti, Ego aveva innestato migliaia di estensioni di se stesso nei pianeti da lui visitati per terraformarli e controllarli secondo la sua volontà, attuando così il suo progetto di "Espansione" affinché tutto diventasse "Ego". Ma poiché un singolo Celestiale non disponeva del potere sufficiente per portare a termine tale impresa, Ego scelse di accoppiarsi con centinaia e centinaia di esseri sparsi nell'universo nella speranza che almeno uno dei bambini nati dalla loro unione, ereditasse i suoi geni celestiali e gli consentisse di portare a termine il suo progetto per il cosmo.

A tale scopo, Ego assoldò il pirata Yondu Udonta affinché rapisse tutti i bambini nati e li portasse al suo cospetto per sottoporli ad un "test genetico". Prima di Peter, nessuno dei neonati aveva mai superato il test: Ego aveva dunque bisogno dei suoi geni per concludere il proprio piano. E quando Ego intrappolò Peter allo scopo di utilizzarlo come "batteria vivente" per realizzare i suoi scopi, i suoi compagni arrivarono giusto in tempo per salvarlo.

Al termine della battaglia, Gamora le propose di unirsi ai guardiani ma, Nebula, determinata a vendicarsi e uccidere Thanos, rifiutò la sua offerta per tendere un tranello al padre.[3]

Il BLIP

Nebula tentò di riprendersi la sua rivincita su Thanos ma, il padre la catturò e vivisezionandola, la sottopose a torture inimmaginabili. Per ottenere da Gamora la posizione della Gemma dell'Anima, Thanos torturò brutalmente Nebula sotto ai suoi occhi. Non potendo sopportare di vedere la sorella soffrire, Gamora gli raccontò tutta la verità.

Riuscita a liberarsi, Nebula avvertì Mantis e gli altri Guardiani della Galassia dell'arrivo di Thanos. Una volta raggiunto Titano, Nebula aiutò i Guardiani della Galassia e i Vendicatori a tendere una trappola a Thanos per rubargli il Guanto dell'Infinito, e il piano ebbe successo. Quando però Peter Quill scoprì che Thanos aveva sacrificato la sua amata Gamora per ottenere la Gemma dell'Anima, accecato dal desiderio di vendetta, si ribellò al piano di Tony Stark, rovinando ogni cosa. Per risparmiare la vita di Tony, Strange fu costretto a consegnare a Thanos la Gemma del Tempo e il titano fuggì in Wakanda sul pianeta Terra alla ricerca dell'ultima gemma, quella della Mente.

Una volta che il titano riuscì ad impadronirsi di tutte e sei le gemme, con i suoi nuovi poteri, cancellò dall'esistenza metà della popolazione dell'universo. I compagni intorno a Nebula e Tony Stark iniziarono a dissolversi in cenere uno dopo l'altro, lasciandoli su Titano come unici sopravvissuti.[1]

La Battaglia finale contro Thanos

Alla deriva nello spazio in rotta per il pianeta Terra da più di ventidue giorni, Nebula e Tony Stark, gli unici sopravvissuti della loro squadra allo schiocco letale dell'ormai onnipotente Thanos, rimasero a corto di ossigeno e carburante. Ma mentre Nebula, essendo una cyborg, sarebbe potuta sopravvivere a tale eventualità, Tony no e iniziò a registrare dei videomessaggi che sua moglie Pepper avrebbe potuto ritrovare. Proprio quando i due sembravano spacciati, l'eroina intergalattica Captain Marvel, ritrovando la loro navetta alla deriva nello spazio profondo, accorse in loro aiuto e sorreggendo il peso dell'astronave sulle proprie spalle, li riportò sani e salvi sul pianeta Terra. Approdati presso il nuovo quartiere generale degli Avengers, Tony riuscì finalmente a ricongiungersi con la moglie Pepper e i compagni, scoprendo che anche le file dei Vendicatori erano state significativamente dimezzate.

Guidati dall'eroina intergalattica Captain Marvel, i superstiti Vendicatori si unirono per compiere un'ultima grande missione: tendere un'imboscata al terribile titano nel luogo dove si nascondeva per sottrargli il guanto dell'infinito e invertire gli effetti del suo operato. Con grande amarezza scoprirono che Thanos si era già sbarazzato del guanto e di tutte le gemme, e dopo avergli mozzato la testa, fecero ritorno a casa. Nebula trascorse i cinque anni successivi come membro dei Vendicatori sotto il comando di Natasha Romanoff.

Grazie all'aiuto di Scott Lang e alla determinazione di Natasha che aveva tenuto insieme la squadra, gli Avengers progettarono di avventurarsi all'interno del reame quantico per viaggiare indietro nel tempo e lottare per recuperare le gemme necessarie ad annullare le azioni di Thanos, forgiando un nuovo guanto dell'infinito. I primi tentativi dell'esperimento si rivelarono però un completo insuccesso fino a quando, presso il quartier generale dei Vendicatori non fece ritorno Tony Stark, che sviluppò uno speciale braccialetto GPS in grado di aiutarli a viaggiare nel tempo sfruttando l'energia del Reame Quantico.

Nebula, War Machine, Vedova Nera e Occhio di Falco tornano dunque nel 2014 ma, una volta nel passato, decisero di dividersi: Natasha e Clint si sarebbero recati su Vormir per recuperare la Gemma dell'Anima, mentre Nebula e Rhodes si sarebbero occupati di ritrovare la Gemma del Potere. Una volta compiuta la missione, Nebula venne però rapita da una versione di sé stessa del passato che, portandola al cospetto del grande Thanos, la intrappolò e le estorse tutta la verità riguardo quello che sarebbe accaduto in futuro. Thanos, pur contento di scoprire che sarebbe riuscito a realizzare tutti i suoi piani, comprese che finché ci sarebbero stati dei sopravvissuti le conseguenze delle sue azioni non sarebbero mai state definitive, ragion per cui pianificò di distruggere l'intero universo per plasmarne uno nuovo.

Più che determinata ad ottenere il riconoscimento che le spettava, la Nebula del passato assunse quindi le sembianze di quella del futuro, ricongiungendosi ai Vendicatori con la Gemma del Potere. Riuscita nel suo intento, Nebula fece materializzare nel presente gli eserciti del Thanos del passato, consegnando al padre il nuovo Guanto dell'Infinito che i Vendicatori erano riusciti a forgiare. Tuttavia, la Gamora del passato liberò la Nebula del futuro e insieme, si allearono per ostacolare i piani della Nebula del passato. Gamora tentò di convincerla a passare dalla loro parte ma questa rifiutò, costringendo la versione futura di Nebula a uccidere la sua versione passata.

Nebula raggiunse dunque il campo di battaglia e lottò affinché Thanos non riuscisse a mettere le mani sul nuovo Guanto dell'Infinito. Sconfitto Thanos, Nebula abbandonò i Vendicatori per riunirsi con i propri compagni e viaggiare alla volta dello spazio in cerca di nuove avventure.[4]

Poteri

  • Fisiologia Luphomoid/Potenziamenti cibernetici: Nebula presenta una serie di attributi sovrumani quali forza, velocità e resistenza di Luphomoid che eccedono di gran lunga quelli di un comune essere umano, ulteriormente potenziati da attributi cibernetici. Questi attributi le garantiscono:
    • Forza Sovrumana.
    • Resistenza Sovrumana.
    • Riflessi Sovrumani.
    • Agilità Sovrumana.
    • Emettere luce: grazie alla sua protesi visiva cibernetica, Nebula è in grado di emettere grandi quantità di energia luminosa dagli occhi. Ciò le consente anche di vedere in luoghi pochi illuminati.
    • Proiezione olografica.



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