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Il personaggio di Peter Quill è interpretato dall'attore Chris Pratt e viene introdotto nella Fase 2 del Marvel Cinematic Universe a partire dal decimo film in assoluto della saga cinematografica, intitolato "Guardiani della Galassia Vol. 1" di cui è il protagonista principale. Da allora, Pratt è tornato ad interpretare Peter Quill/Star-Lord nei seguenti titoli della saga: Guardiani della Galassia Vol. 2, Avengers: Infinity War, Avengers: Endgame, Thor: Love and Thunder e Guardiani della Galassia Vol. 3.

Filmati e audio di repertorio registrati dall'attore vennero successivamente utilizzati all'interno dell'episodio "For All Time. Always" della serie televisiva realizzata per la piattaforma di streaming Disney+, Loki.

Il personaggio appare inoltre all'interno dello speciale televisivo realizzato per il servizio di streaming Disney+, intitolato "The Guardians of the Galaxy Holiday Special", prequel del terzo volume della saga.


Infanzia

Peter Jason Quill nacque nel 1980 a St. Charles in Missouri, figlio della terrestre Meredith Quill e di un misterioso alieno che però non conobbe mai. Quill crebbe quindi nel Missouri, sotto le cure della madre e del nonno materno. Crescendo, divenne un ragazzino ribelle e spregiudicato, spesso coinvolto in numerose risse. Nel 1988, quando Peter aveva soltanto otto anni, la madre venne colpita da un cancro terminale al cervello che la consumò in fretta.

Quando il cuore della donna smise di battere nel cuore della notte, il bambino corse disperato nel cuore di una foresta vicina soltanto per venire rapito da un gruppo di pirati spaziali conosciuti come Ravagers guidati dallo spregiudicato Yondu Udonta. Il comandante impedì ai propri commilitoni, che non avevano mai assaggiato di un terrestre, di mangiare il bambino e, negli anni a venire, crebbe Quill sotto la sua guida, trasformandolo nel perfetto "ladruncolo-intergalattico".[1]

La Ricerca dell'Orb

Ventisei anni dopo, divenuto ormai un uomo adulto - nonché il leggendario fuorilegge conosciuto sotto il falso nome di Star-Lord - Peter scelse di tradire Yondu e gli altri Ravagers recandosi su Morag per rubare un oggetto conosciuto come Orb, con l'intento di rivenderlo a un certo Broker. Venuto a conoscenza del tradimento, Yondu fece mettere una taglia sopra la sua testa e gli diede la caccia per tutta la galassia.

Su Xandar tuttavia, quando il Broker venne a sapere che il temibile Ronan, Accusatore dell'Impero Kree fosse interessato all'Orb, si rifiutò di proseguire la transazione e lo scacciò in malo modo. In giro per Xandar senza un'apparente meta, Peter finì per attirare le attenzioni della guerriera Gamora interessata a sua volta all'Orb e di due cacciatori intenzionati all'ingente taglia che pendeva sulla sua testa: un procione geneticamente modificato di nome Rocket Raccoon e il suo compagno, un albero umanoide appartenente alla specie dei Flora colossus, un certo Groot. Inseguito e bersagliato con ogni mezzo, Quill tentò di fuggire con la sfera ma, entrambi i quattro ladruncoli vennero arrestati e catturati dai Nova Corps.[1]

Formazione dei Guardiani della Galassia

Catturati dai Nova Corps, i quattro vennero condotti su Kyln, un carcere spaziale di massima sicurezza dove decisero di unire le forze per evadere grazie all'aiuto di un altro detenuto conosciuto come Drax il "Distruttore". A quel punto, la pragmatica Gamora svelò ai compagni le sue reali intenzioni: impedire a Ronan di impossessarsi e consegnare l'Orb nelle mani del folle titano Thanos, uno degli esseri più potenti dell'interno universo, con l'obiettivo di rivendere l'oggetto ad un mercante conosciuto come "Il Collezionista".

Su Ovunque, i cinque ladruncoli consegnarono l'Orb al Collezionista, soltanto per scoprire che la sfera non era altro che l'involucro della Gemma del Potere, una delle sei Gemme dell'Infinito. Brandita da esseri di straordinaria forza, i portatori della Gemma del Potere potevano usarla per falciare via intere civilizzazioni come grano in un campo. Una volta estratta la gemma dal suo involucro e raccontata la sua storia, il Collezionista tentò di impedire alla sua assistente Carina di brandirla per distruggere ogni cosa, ma invano. Determinata a liberarsi dalla sua condizione di schiavitù, Carina provocò un'esplosione così potente da distrugge lei e l'intero edificio. Più che decisa a trovare qualcuno in grado di contenere il potere della distruttiva gemma, per impedire che la reliquia finisse nelle mani di Ronan, Gamora propose ai compagni di consegnarla nelle mani dei Nova Corps. Tuttavia, i cinque si ritrovarono la strada sbarrata da Ronan, Nebula e i loro eserciti.

A bordo della sua Dark Aster, Ronan scoprì il reale contenuto dell'Orb, decidendo infine di svincolarsi dal patto che lo legava a Thanos per farsi giustizia da solo grazie al potere che la gemma gli garantiva, diventando a tutti gli effetti inarrestabile. Presa d'assalto la Dark Astar grazie all'aiuto dei Nova Corps e dei Ravagers di Yondu, sottratta la gemma all'accusatore, Peter si rivelò, per qualche strana ragione, in grado di contenere il potere della gemma. Aiutato dai compagni, i Guardiani della Galassia, la utilizzò per disintegrare Ronan e mettere fine al suo piano malvagio. Per avere salvato Xandar dalla distruzione e consegnata la gemma ai Nova Corps, Nova Prima concedette ai guardiani l'amnistia e perdonando i loro passati crimini, permise loro di partire alla volta della galassia in cerca di nuove avventure.

Nel corso delle loro numerose avventure insieme, Peter e Gamora finirono irrimediabilmente per innamorarsi l'uno dell'altra senza tuttavia riuscire a confessarsi i propri sentimenti.[1]

L'Incontro con il padre Ego

Qualche anno più tardi, i Guardiani della Galassia vennero assoldati dall'Alta-sacerdotessa Ayesha dell'impero Sovereign per impedire ad un orripilante mostro interdimensionale di nutrirsi di speciali batterie in cambio del rilascio della prigioniera Nebula - catturata dai Sovereign qualche mese dopo la battaglia di Xandar mentre tentava di rubare suddette batterie - con l'obiettivo di consegnarla alla giustizia dei Nova Corps. Tuttavia, quando l'alta sacerdotessa scoprì di essere stata ingannata da Rocket, che in gran segreto aveva rubato alcune batterie per i suoi scopi personali, spedì le sue flotte dorate al loro inseguimento. Pesantemente bersagliati dalla flotta di droidi Sovereing, i guardiani vennero salvati da un misterioso essere umano che, a bordo della sua navicella, con un singolo colpo distrusse tutte le flotte Sovereign. L'uomo, presentandosi al loro cospetto, rivelò di chiamarsi Ego e di essere il padre biologico di Peter, sulle sue tracce ormai da un paio di anni.

Ego accolse i guardiani presso la sua reggia, spiegando al figlio di essere un Celestiale. Avendolo cercato per molto, moltissimo tempo, quando Ego udì che un uomo venuto dalla Terra era stato in grado di brandire una Gemma dell'Infinito senza morire, capì che quello doveva essere proprio il figlio che aveva perduto. Essendo per metà un Celestiale, Peter apprese inoltre di potere utilizzare parte delle capacità del pianeta e della sua luce interiore per plasmare la realtà.[2]

Battaglia sul pianeta Ego

Percependo che qualcosa non andasse in Ego grazie ad una serie di indizi, Gamora tentò di raccontare dei suoi dubbi a Peter ma il ragazzo, idealizzando il rapporto che aveva stretto con il padre, si rifiutò di metterlo in discussione e i due litigarono. Tuttavia, i dubbi della verdastra guerriera vennero confermati quando Peter scoprì che il suo concepimento era parte di un complotto più grande orchestrato proprio dal padre per generare un nuovo Celestiale: durante i suoi numerosi viaggi per il cosmo, infatti, Ego aveva innestato migliaia di estensioni di se stesso nei pianeti da lui visitati per terraformarli e controllarli secondo la sua volontà, attuando così il suo progetto di "Espansione" affinché tutto diventasse "Ego". Ma poiché un singolo Celestiale non disponeva del potere sufficiente per portare a termine tale impresa, Ego scelse di accoppiarsi con centinaia e centinaia di esseri sparsi nell'universo nella speranza che almeno uno dei bambini nati dalla loro unione, ereditasse i suoi geni celestiali e gli consentisse di portare a termine il suo progetto per il cosmo.

A tale scopo, Ego assoldò il pirata Yondu Udonta affinché rapisse tutti i bambini nati e li portasse al suo cospetto per sottoporli ad un "test genetico". Prima di Peter, nessuno dei neonati aveva mai superato il test: Ego aveva dunque bisogno dei suoi geni per concludere il proprio piano e per prevenire che il morboso attaccamento del ragazzino alla madre Meredith allontanasse Peter dai suoi piani di Espansione, Ego si sbarazzò di lei, impiantandole quel cancro nel cervello che poi la condusse alla morte. Realizzando di essere soltanto uno strumento, con l'aiuto degli altri guardiani, Nebula, Mantis e Yondu Udonta, Peter tentò di ostacolare i suoi piani, tuttavia, il padre era troppo potente per le sue capacità e lo intrappolò allo scopo di utilizzarlo come "batteria vivente" per realizzare i suoi scopi.

Per ostacolare i suoi piani di Espansione, Mantis spiegò ai guardiani che l'unico modo per uccidere Ego era distruggere il nucleo centrale all'interno del pianeta: a tale scopo, grazie alle batterie che aveva sgraffignato ai Sovereign, Rocket costruì al volo una bomba così potente da far detonare l'intero pianeta. Riusciti a salire a bordo della nave Ravagers prima della grande esplosione, Yondu si sacrificò per permettere a Peter, rimasto a terra a combattere il padre, di salire a bordo della nave e salvarsi assieme al resto dei suoi compagni. Prima di morire, inoltre, Yondu gli confidò come molti anni prima, vedendo la fine che avevano fatto i bambini che aveva rapito per conto del Celestiale, si fosse rifiutato di consegnarlo salvandogli dunque la vita.[2]

Il BLIP

Contattati da Valkyrie, i guardiani attraversarono lo spazio in soccorso della nave spaziale asgardiana, soltanto per ritrovare la stragrande maggioranza dell'equipaggio già morta assiderata. Soccorrendo l'unico sopravvissuto alla tragedia, un certo Thor Odinson, i guardiani scoprirono che l'equipaggio era stato preso d'assalto dal folle Thanos e dai suoi scagnozzi, intenzionato a impossessarsi della Gemma dello Spazio che era custodita all'interno del Tesseract rubato da Loki Laufeyson.

Temendo, per il destino dell'universo così come lo conoscevano, che il padre da cui si era allontanata parecchi anni prima non avesse abbandonato i propri piani di annientamento per il cosmo, Gamora anticipò le sue mosse e guidò i compagni su Ovunque per recuperare la Gemma della Realtà e metterla al sicuro. Tuttavia, quando i guardiani giunsero presso il museo del Collezionista, lo ritrovarono completamente a soqquadro: Thanos aveva recuperato la gemma e per buona misura, rapì anche Gamora e la condusse sulla propria nave con l'obiettivo di estorcerle informazioni riguardo la collocazione della Gemma dell'Anima.

Nel tentativo di prevedere le sue prossime mosse, Peter condusse i guardiani su Titano, dove aveva intercettato una nave appartenente alla sua oscura flotta. Tuttavia, addentrandosi al suo interno, ritrovò soltanto i terrestri Doctor Strange, Spider-Man e Iron Man atterrati alla deriva su Titano per proteggere la Gemma del Tempo custodita dallo stregone dalle grinfie del perfido Ebony Maw. Costretti a collaborare, i sei unirono le forze quando il folle titano fece la sua comparsa su Titano per rubare loro la gemma e aggiungerla alla propria collezione. Il folle titano intendeva infatti appropriarsi di tutte e sei le Gemme dell'Infinito al fine di sterminare la metà degli esseri viventi presenti nell'universo affinché l'altra metà potesse sopravvivere e prosperare, evitandogli una fine simile a quella toccata al proprio pianeta natale, lo stesso Titano, perito a causa della sovrappopolazione.

I sei tentarono di immobilizzare Thanos per rubargli il Guanto dell'Infinito con le gemme che era riuscito a procurarsi ma, quando Quill scoprì che il titano aveva sacrificato la sua amata Gamora per ottenere la Gemma dell'Anima, accecato dal desiderio di vendetta, si ribellò al piano di Stark e tentò di finirlo con le sue sole mani, rovinando ogni cosa. Per risparmiare la vita di Tony, Strange fu costretto a consegnare a Thanos la Gemma del Tempo, permettendo al titano di fuggire in Wakanda alla ricerca dell'ultima gemma, quella della Mente.

Una volta che il titano riuscì ad impadronirsi di tutte e sei le gemme, con i suoi nuovi poteri, cancellò dall'esistenza metà della popolazione dell'universo con uno schiocco delle dita, tra cui lo stesso Peter Quill, il cui corpo si dissolse in cenere trasportata dal vento.[3]

La Battaglia finale contro Thanos

Riportato in vita cinque anni più tardi, nel 2023, grazie al sacrificio di Natasha Romanoff nel forgiare un nuovo Guanto dell'Infinito, Peter si unì alla battaglia finale contro Thanos e il suo esercito quando questi riemersero dal passato, rispondendo personalmente alla chiamata alle armi di Captain America assieme ai redivivi Guardiani e al resto degli eserciti della resistenza.

Durante la battaglia, Peter incrociò il cammino di Gamora, inconsapevole che la donna provenisse in realtà dal passato. Scambiando questa versione di Gamora per quella defunta della sua linea temporale, tendò di approcciarla con una delle sue solite battute. Non sembrando gradire particolarmente la sua battuta, Gamora lo stese con un gancio destro, domandandosi come la sua versione del futuro avesse potuto innamorarsi di un umano del genere. Perdendola di vista in seguito alla conclusione della battaglia finale, Peter si mise in testa di ritrovarla per tutta la galassia accompagnato dai suoi fidati di compagni di squadra.[4]



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