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Il personaggio di Rocket Raccoon è doppiato dall'attore Bradley Cooper e viene introdotto nella Fase 2 del Marvel Cinematic Universe a partire dal decimo film in assoluto della saga cinematografica, intitolato "Guardiani della Galassia Vol. 1". Da allora, Cooper è tornato a doppiare Rocket nei seguenti titoli della saga: Guardiani della Galassia Vol. 2, Avengers: Infinity War, Avengers: Endgame, Thor: Love and Thunder e Guardiani della Galassia Vol. 3.

Il personaggio appare inoltre all'interno dello speciale televisivo realizzato per il servizio di streaming Disney+, intitolato "The Guardians of the Galaxy Holiday Special", prequel del terzo volume della saga.


Passato

Rocket era un procione geneticamente modificato in laboratorio per disporre di una struttura scheletrica cibernetica e una corteccia cerebrale molto più simili a quelle di un essere umano che di un animale vero e proprio. Insieme al suo amico e partner, il Flora colossus Groot, Rocket viaggiava per la galassia in qualità di cacciatore di taglie per guadagnare qualche grana.[1]

Formazione dei Guardiani della Galassia

Su Xandar, Rocket e Groot, interessati alla taglia che pendeva sulla testa del pirata intergalattico Peter Quill, tentarono di catturare il ladruncolo, tuttavia, i loro piani vennero rovinati dall'intervento della guerriera Gamora, interessata a rubare al ladro l'Orb che stringeva fra le mani. Al termine del cruento combattimento, i quattro finirono per venire catturati dai Nova Corps, che individuando una connessione fra Gamora e il folle titano Thanos li fecero rinchiudere in prigione.

Condotti su Kyln, un carcere spaziale di massima sicurezza, i quattro decisero di unire le forze per evadere grazie all'aiuto di un altro detenuto conosciuto come Drax il "Distruttore". A quel punto, la pragmatica Gamora svelò ai compagni le sue reali intenzioni: impedire a Ronan, l'Accusatore dell'Impero Kree di impossessarsi e consegnare l'Orb al folle Thanos, uno degli esseri più potenti dell'interno universo, con l'obiettivo di rivendere l'oggetto ad un mercante conosciuto come "Il Collezionista".

Su Ovunque, i cinque ladruncoli consegnarono l'Orb al Collezionista, soltanto per scoprire che la sfera non era altro che l'involucro della Gemma del Potere, una delle sei Gemme dell'Infinito. Brandita da esseri di straordinaria forza, i portatori della Gemma del Potere potevano usarla per falciare via intere civilizzazioni come grano in un campo. Una volta estratta la gemma dal suo involucro e raccontata la sua storia, il Collezionista tentò di impedire alla sua assistente Carina di brandirla per distruggere ogni cosa, ma invano. Determinata a liberarsi dalla sua condizione di schiavitù, Carina provocò un'esplosione così potente da distrugge lei e l'intero edificio. Più che decisa a trovare qualcuno in grado di contenere il potere della distruttiva gemma, per impedire che la reliquia finisse nelle mani di Ronan, Gamora propose ai compagni di consegnarla nelle mani dei Nova Corps. Tuttavia, i cinque si ritrovarono la strada sbarrata da Ronan, Nebula e i loro eserciti.

A bordo della sua Dark Aster, Ronan scoprì il reale contenuto dell'Orb, decidendo infine di svincolarsi dal patto che lo legava a Thanos per farsi giustizia da solo grazie al potere che la gemma gli garantiva, diventando a tutti gli effetti inarrestabile. Presa d'assalto la Dark Astar grazie all'aiuto dei Nova Corps e dei Ravagers di Yondu, sottratta la gemma all'accusatore, Peter si rivelò, per qualche strana ragione, in grado di contenere il potere della gemma. Aiutato dai compagni, i Guardiani della Galassia, la utilizzò per disintegrare Ronan e mettere fine al suo piano malvagio. Per avere salvato Xandar dalla distruzione e consegnata la gemma ai Nova Corps, Nova Prima concedette ai guardiani l'amnistia e perdonando i loro passati crimini, permise loro di partire alla volta della galassia in cerca di nuove avventure.[1]

L'Incontro con Ego

Qualche anno più tardi, i Guardiani della Galassia vennero assoldati dall'Alta-sacerdotessa Ayesha dell'impero Sovereign per impedire ad un orripilante mostro interdimensionale di nutrirsi di speciali batterie in cambio del rilascio della prigioniera Nebula - catturata dai Sovereign qualche mese dopo la battaglia di Xandar mentre tentava di rubare suddette batterie - con l'obiettivo di consegnarla alla giustizia dei Nova Corps. Tuttavia, quando l'alta sacerdotessa scoprì di essere stata ingannata da Rocket, che in gran segreto aveva rubato alcune batterie per i suoi scopi personali, spedì le sue flotte dorate al loro inseguimento. Pesantemente bersagliati dalla flotta di droidi Sovereing, i guardiani vennero salvati da un misterioso essere umano che, a bordo della sua navicella, con un singolo colpo distrusse tutte le flotte Sovereign. L'uomo, presentandosi al loro cospetto, rivelò di chiamarsi Ego e di essere il padre biologico di Peter, sulle sue tracce ormai da un paio di anni.

Ego invitò i guardiani a seguirlo sul proprio pianeta, dove avrebbe potuto spiegare loro ogni cosa; Peter, Gamora e Drax accettarono il suo invito mentre Rocket, il piccolo Groot e la prigioniera Nebula decisero di rimanere su Berhert il tempo necessario da riparare la loro astronave e poi ricongiungersi ai compagni di squadra. Tuttavia, Rocket e Groot finirono per venire catturati da Yondu Udonta e dai suoi Ravagers, assoldati da Ayesha per vendicare il torto subito dai guardiani. Restio a consegnarli ad Ayesha, Yondu causò l'ammutinamento di gran parte dei suoi compagni, che lo incarcerarono assieme ai prigionieri.

Con l'aiuto del piccolo ma infantile Groot e dell'unico commilitone rimastogli fedele, Kraglin, Yondu riuscì a liberarsi e recuperare il controllo della propria astronave, uccidendo tutti i Ravagers ribelli col supporto di Rocket. Scoprendo da quest'ultimo che Peter era stato avvicinato dal perfido Ego, Yondu procedette a diramare l'allerta e raccontare loro la vera storia del Celestiale. Il concepimento di Peter era parte di un complotto più grande orchestrato proprio dal padre per generare un nuovo Celestiale: durante i suoi numerosi viaggi per il cosmo, infatti, Ego aveva innestato migliaia di estensioni di se stesso nei pianeti da lui visitati per terraformarli e controllarli secondo la sua volontà, attuando così il suo progetto di "Espansione" affinché tutto diventasse "Ego". Ma poiché un singolo Celestiale non disponeva del potere sufficiente per portare a termine tale impresa, Ego scelse di accoppiarsi con centinaia e centinaia di esseri sparsi nell'universo nella speranza che almeno uno dei bambini nati dalla loro unione, ereditasse i suoi geni celestiali e gli consentisse di portare a termine il suo progetto per il cosmo.

A tale scopo, Ego assoldò il pirata Yondu Udonta affinché rapisse tutti i bambini nati e li portasse al suo cospetto per sottoporli ad un "test genetico". Prima di Peter, nessuno dei neonati aveva mai superato il test: Ego aveva dunque bisogno dei suoi geni per concludere il proprio piano. E quando Ego intrappolò Peter allo scopo di utilizzarlo come "batteria vivente" per realizzare i suoi scopi, i suoi compagni arrivarono giusto in tempo per salvarlo.

Per ostacolare i suoi piani di Espansione, Mantis spiegò ai guardiani che l'unico modo per uccidere Ego era distruggere il nucleo centrale all'interno del pianeta: a tale scopo, grazie alle batterie che aveva sgraffignato ai Sovereign, Rocket costruì al volo una bomba così potente da far detonare l'intero pianeta. Riusciti a salire a bordo della nave Ravagers prima della grande esplosione, Yondu si sacrificò per permettere a Peter, rimasto a terra a combattere il padre, di salire a bordo della nave e salvarsi assieme al resto dei suoi compagni. Prima di morire, inoltre, Yondu gli confidò come molti anni prima, vedendo la fine che avevano fatto i bambini che aveva rapito per conto del Celestiale, si fosse rifiutato di consegnarlo salvandogli dunque la vita.[2]

Il BLIP

Contattati da Valkyrie, i guardiani attraversarono lo spazio in soccorso della nave spaziale asgardiana, soltanto per ritrovare la stragrande maggioranza dell'equipaggio già morta assiderata. Soccorrendo l'unico sopravvissuto alla tragedia, un certo Thor Odinson, i guardiani scoprirono che l'equipaggio era stato preso d'assalto dal folle Thanos e dai suoi scagnozzi, intenzionato a impossessarsi della Gemma dello Spazio che era custodita all'interno del Tesseract rubato da Loki Laufeyson.

Temendo, per il destino dell'universo così come lo conoscevano, che il padre da cui si era allontanata parecchi anni prima non avesse abbandonato i propri piani di annientamento per il cosmo, Gamora anticipò le sue mosse e guidò i compagni su Ovunque per recuperare la Gemma della Realtà e metterla al sicuro. Tuttavia, quando i guardiani giunsero presso il museo del Collezionista, lo ritrovarono completamente a soqquadro: Thanos aveva recuperato la gemma e per buona misura, rapì anche Gamora e la condusse sulla propria nave con l'obiettivo di estorcerle informazioni riguardo la collocazione della Gemma dell'Anima. Rocket e Groot scelsero invece di accompagnare l'asgardiano su Nidavellir perché potesse reperie un'arma abbastanza potente da uccidere Thanos.

Forgiata l'arma, i tre volarono sul pianeta Terra per aiutare gli Avengers e i Wakandiani a tenere a bada gli eserciti di Thanos, intento a mettere le mani sull'ultima gemma, quella della Mente, necessaria a realizzare il suo piano. Il folle titano intendeva infatti appropriarsi di tutte e sei le Gemme dell'Infinito al fine di sterminare la metà degli esseri viventi presenti nell'universo affinché l'altra metà potesse sopravvivere e prosperare, evitandogli una fine simile a quella toccata al proprio pianeta natale, lo stesso Titano, perito a causa della sovrappopolazione.

Sfortunatamente, una volta che il titano riuscì ad impadronirsi di tutte e sei le gemme, con i suoi nuovi poteri, cancellò dall'esistenza metà della popolazione dell'universo. Rocket fu l'unico guardiano a sopravvivere al massacro cosmico, mentre il resto dei suoi compagni si disintegrò in cenere. Affranto, il procione pianse su ciò che rimaneva del suo migliore amico Groot.[3]

La Battaglia finale contro Thanos

Rocket trascorse i cinque anni successivi come membro dei Vendicatori sotto il comando di Natasha Romanoff. Guidati dall'eroina intergalattica Captain Marvel, i superstiti Vendicatori si unirono per compiere un'ultima grande missione: tendere un'imboscata al terribile titano nel luogo dove si nascondeva per sottrargli il guanto dell'infinito e invertire gli effetti del suo operato. Con grande amarezza, scoprirono tuttavia che Thanos si era già sbarazzato del guanto e di tutte le gemme, e dopo avergli mozzato la testa, fecero ritorno a casa.

Grazie all'aiuto di Scott Lang e alla determinazione di Natasha che aveva tenuto insieme la squadra, gli Avengers progettarono di avventurarsi all'interno del Reame Quantico per viaggiare indietro nel tempo e lottare per recuperare le gemme necessarie ad annullare le azioni del defunto Thanos forgiando un nuovo Guanto dell'Infinito. I primi tentativi dell'esperimento si rivelarono però un completo insuccesso fino a quando, presso il quartier generale dei Vendicatori non fece ritorno Tony Stark, che sviluppò uno speciale braccialetto GPS in grado di aiutarli a viaggiare nel tempo sfruttando l'energia del reame stesso.

Assieme a Thor, Rocket viaggiò attraverso la Asgard del passato dove riuscì ad estrarre da Jane Foster la Gemma della Realtà. Il sacrificio di Natasha permise al gruppo di recuperare l'ultima gemma necessaria - quella dell'Anima - a forgiare un nuovo guanto del potere col quale annullare l'operato di Thanos. Quando però il Thanos del passato riemerse dalle profondità dello spazio e del tempo, e assieme al suo esercito bombardò l'Avengers Facility per impossessarsi del nuovo Guanto dell'Infinito, guidati da Captain America, i Vendicatori rimasti si unirono per contrastarlo fino a quando i compagni precedentemente "blippati" non ricomparirono al loro fianco, fornendo loro una nuova speranza.

Riunitosi con Groot, Rocket raggiunse il campo di battaglia e lottò affinché Thanos non riuscisse a mettere le mani sul nuovo Guanto dell'Infinito. Sconfitto Thanos, Rocket abbandonò i Vendicatori per riunirsi con i propri compagni e viaggiare alla volta dello spazio in cerca di nuove avventure.[4]



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