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Il personaggio di Thor Odinson è interpretato dall'attore Chris Hemsworth e viene introdotto nella Fase 1 del Marvel Cinematic Universe a partire dal quarto film in assoluto della saga cinematografica, intitolato "Thor" di cui è il protagonista principale. Da allora, Hemsworth è tornato ad interpretare Thor Odinson nei seguenti titoli della saga: The Avengers, Thor: The Dark World, Avengers: Age of Ultron, Doctor Strange, Thor: Ragnarok, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

Filmati e audio di repertorio registrati dall'attore vennero successivamente utilizzati all'interno degli episodi "Glorious Purpose" e "For All Time. Always" della serie televisiva realizzata per la piattaforma di streaming Disney+, Loki.

Una versione animata del personaggio appare inoltre all'interno della serie televisiva What If...?.


Quote1.png Scelgo di correre incontro ai miei problemi, non lontano da loro. Perché è questo che fanno gli eroi. Quote2.png
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L'Esilio da Asgard

Arrogante figlio di Odino e valoroso guerriero di Asgard, più di 1500 anni orsono, quando le sue azioni sconsiderate riaccesero l'antico conflitto tra Asgardiani e Giganti del Ghiaccio, Thor, dio del tuono, venne spogliato dei propri poteri ed esiliato su Midgard. Privato del proprio martello incantato, Mjolnir, e completamente spaesato, Thor fece la conoscenza dell'astrofisica Jane Foster e la sua stagista, la dottoressa Darcy Lewis. Rimaste molto affascinate dalle sue capacità, decisero di aiutarlo.

Venendo a conoscenza che il suo martello era stato ritrovato in New Messico dagli agenti della S.H.I.E.L.D., Thor si introdusse con la forza all'interno della loro base per riappropriarsene ma, non appena cercò di brandirlo, scoprì con enorme dispiacere che questo non rispondeva più al suo volere e l'asgardiano venne catturato dagli agenti.[1]

Il Ritorno

Quando il fratellastro, il dio degli inganni Loki, in realtà un mezzo Gigante del Ghiaccio, spodestò Odino e inviò sulla Terra il Distruttore ad annientare Thor, i vecchi compagni del dio Volstagg, Fandral, Hogun e Lady Sif lo raggiunsero per riportarlo sano e salvo su Asgard e ristabilire la pace nel regno. Sacrificandosi per proteggere i compagni dall'ira del Distruttore, Mjolnir tornò finalmente tra le mani di Thor che recuperò al volo tutti i poteri, riuscendo ad abbattere il Distruttore. Ringraziando la dottoressa Foster per il supporto, Thor volò su Asgard ad aiutare il padre spodestato grazie al potere del Bifrǫst.

Fatto ritorno su Asgard, in seguito ad un violento scontro, Thor tentò in tutti i modi di redimere il malvagio fratello ma questo, invece che deporre le armi e ammettere la sconfitta, si lasciò scivolare nel vuoto cosmico. Per prosciugare le energie dei suoi nemici, i Giganti del Ghiaccio che avevano invaso Asgard, Thor fu costretto a distruggere l'accesso al Bifrǫst, consapevole che la sua distruzione gli avrebbe impedito di rivedere la dottoressa Foster in futuro.

Dimostrando tutto il suo valore, Thor riguadagnò la fiducia del padre Odino che lo nominò legittimo erede al trono. Ad Asgard tornò la pace, ma Thor non poteva fare a meno di pensare al fratello Loki e alla dottoressa Jane Foster, la fanciulla di cui si era perdutamente infatuato.[1]

Creazione dei Vendicatori

Quando, qualche tempo più tardi Loki, determinato a mettere le mani sul Tesseract, un antico artefatto in grado di generare una quantità illimitata di energia, attaccò la Terra; Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D. diede il via al progetto "Vendicatori", assemblando un gruppo di supereroi con l'intento di creare una squadra d'azione speciale che potesse far fronte a minacce di genere soprannaturale. Steve Rogers e Bruce Banner furono i primi ad unirsi ufficialmente alla squadra e, dopo uno scontro faccia a faccia con Loki riuscirono, grazie al pronto intervento di Iron Man, a catturare il dio degli inganni.

Il piano ebbe il successo sperato ma, un volta scortato a bordo del quinjet, Thor, che intendeva sottoporre il fratellastro al giudizio degli anziani di Asgard, attaccò il mezzo, requisendola con la forza per mezzo delle sue folgori. Iron Man, deciso a recuperare il prigioniero, si mise in testa di impartire una bella lezione al dio delle folgori e, armato della sua speciale attrezzatura, decise di inseguirlo tra i cielo. Il pronto intervento di Captain America riuscì a placare i bollenti spiriti, scongiurando l'inevitabile. Rimanendo ad ascoltare attentamente il loro piano, Thor accettò di collaborare con gli agenti della S.H.I.E.L.D. e il loro direttore.[2]

Battaglia di New York

Un varco dimensionale generato dal Tesseract si spalancò proprio sotto ai lori occhi e dal cielo, piovvero centinaia e centinaia di orde di Chitauri, ferine creature al servizio del dio degli inganni che presero d'assalto l'isola di Manhattan, distruggendo ogni cosa sul loro cammino. Coordinando i loro attacchi, i cinque Vendicatori riuscirono a contenere le minaccia, concedendo a Tony Stark la possibilità di chiudere il portale e arrestare così le orde di Chitauri. Sconfitte le creature, mentre Thor fece ritorno su Asgard col Tesseract con Loki come suo prigioniero, promettendo ai compagni Vendicatori di riunirsi in futuro.[2]

La Dimensione Oscura

Dopo aver riportato l'ordine su Vanaheimr, Thor e i compagni di squadra Sif, Volstagg, Fandral e Hogun fecero ritorno su Asgard, dove il dio del tuono espresse il desiderio di rivedere Jane Foster, la donna che dopo tutto quel tempo non era ancora riuscito a dimenticare. Persino il padre Odino, vista la differenza di longevità tra i due, consigliò al figlio di dimenticare la mortale in favore di Lady Sif, ma Thor non lo ascoltò. Quando però Heimdall, guardiano del Bifrost, il ponte che collegava i nove mondi, avvertì che Jane era in pericolo, Thor si precipitò sul pianeta Terra per soccorrerla.

Scoprendo che l'amata era stata contaminata da un Aethar, uno spirito malvagio inviato da Malekith, elfo e signore della Dimensione Oscura, Thor decise di portarla su Asgard perché potesse ricevere tutte le cure necessarie. Contemporaneamente, il re oscuro e gli elfi suoi sgherri riuscirono ad introdursi a palazzo, dove uccisero la regina Frigga. Ostacolando la Convergenza, Thor e Jane riuscirono a sconfiggere il perfido Malekith e quando Odino offrì il proprio trono al figlio, questo rifiutò la generosa offerta in maniera tale da potere rimanere vicino alla sua amata Jane.[3]

Sokovia e la nascita di Ultron

Prendendo d'assalto una delle bassi dell'HYDRA, Thor si unì ai Vendicatori nella cattura del Barone Wolfgang von Strucker, pericoloso super-criminale impossessatosi dell'antico scettro di di Loki, il Tesseract, all'interno del quale l'asgardiano custodiva la Gemma della Mente, una delle potenti Gemme dell'Infinito.

Quando Ultron, intelligenza artificiale progettato da Tony Stark e Bruce Banner per proteggere il pianeta si ribellò ai suoi stessi creatori, minacciò di annientare il pianeta Terra dalle sue fondamenta, Thor si unì ancora un volta ai Vendicatori per contenere la minaccia, battendosi contro i droni a servizio del cyborg. Nel bel mezzo dell'azione però, la cittadina di Sokovia rimase completamente distrutta, evento che portò alla stipula degli "Accordi di Sokovia".[4]

La morte di Odino e la rinascita di Hela

I fratellastri Odinson scoprirono che il padre Odino era ormai giunto al capolinea della sua lunga vita immortale e, guidati da un incantesimo di Doctor Strange, lo ritrovarono in Norvegia. Prima di dissolversi in una polverina dorata, il Padre del Tutto presagì ai figli la grande minaccia che incombeva su Asgard: Hela, primogenita di Odino, una divinità talmente crudele e cattiva da essere stata rinchiusa dal padre stesso in una prigione al di fuori dello spazio e del tempo, sarebbe tornata a piede libero nel giorno della sua morte, e i due avrebbero dovuto collaborare per fermarla. Dimostrando una potenza inaudita, con un singolo gesto della mano, Hela disintegrò completamente il martello di Thor, Mjolnir, e sconfiggendo i due fratelli, si preparò ad invadere Asgard tutta da sola.

Quando Odinson per sottrarsi alle grinfie di Hela precipitò tra le discariche di Sakaar, Valkyrie, osservandolo cadere dal cielo, lo catturò e trovandolo interessante, lo condusse al cospetto del Granmaestro perché prendesse parte a una serie di scontri all'ultimo sangue tra gladiatori, parte di un più grande giro di scommesse illegali gestite da En Dwi stesso. Nell'arena ritrovò Bruce Banner, compagno di squadra da tempo perduto, condannato a trascorrere il resto dei suoi giorni nei panni del suo alter-ego, Hulk, di cui aveva perso completamente il controllo.[5]

Ragnarok, La Fine dei Tempi

Sventati i piani del Granmaestro e guadagnandosi la fiducia di Valkyrie, Thor scoprì che la donna era stata in passato una potente guerriera Valchiria e curando le sue antiche ferite, riuscì a convincerla a unire le forze per liberare Asgard dalla tirannia di Hela, divenuta regina in seguito alla morte di Odino. Avvertendo il figlio che Asgard non era semplicemente un "luogo fisico" ma, al contrario, il cuore del popolo che lo risiedeva, lo spirito di Odino apparì ai due eroi per esortarli a scatenare il Ragnarök e distruggere Asgard, poiché Hela traeva il suo invincibile potere dalle radici del pianeta stesso.

Realizzando che il Ragnarök, la profetizzata distruzione di Asgard era altresì necessaria e inevitabile, Thor incaricò il fratello Loki di far avverare la profezia immergendo la tiara del demone Surtur nella Fiamma Eterna, mentre lui, Brunnhilde e il dottor Banner avrebbero tentato di contenere gli eserciti di Hela per poi fuggire lontano assieme al resto del popolo asgardiano a bordo di un'astronave diretta verso Midgard. Tenendo testa alla dea della morte per il tempo necessario, Thor venne incoronato a tutti gli effetti nuovo re di Asgard e salvatore del loro popolo.[5]

Il BLIP

Nel 2018, nel bel mezzo dello spazio profondo, la nave asgardiana in rotta verso Midgard venne però presa d'assalto da Thanos e dai suoi figli che, determinati a impossessarsi del Tesseract di Loki dove era contenuta una delle Gemme dell'Infinito, uccidono il dio degli inganni e gran parte dell'equipaggio. Lontana da Thor e da Loki, di cui aveva perso le tracce, Valkyrie condusse gli asgardiani sopravvissuti all'attacco sani e salvi sul pianeta Terra attraverso una serie di capsule di salvataggio presenti sull'astronave, prendendo la guida del suo popolo. Prima di tornare a bordo della propria nave, la Sanctuary, Thanos distrusse definitivamente l'astronave asgardiana, lasciando il corpo di Thor a galleggiare privo di sensi alla deriva nello spazio. Allertati dalla stessa Valkyrie però, i Guardiani della Galassia riuscirono a ritrovare il corpo dell'asgardiano.

Una volta recuperati i sensi, Thor li mise in guardia sulla minaccia che Thanos, intenzionato a mettere le mani su tutte e sei le Gemme dell'Infinito, rappresentava per l'universo intero. Per fermarlo, Thor decise di recarsi su Nidavellier, il regno dei Nani dove potere forgiare la più potente delle armi conosciute, incaricando Groot e Rackon di accompagnarlo. Forgiata la secolare arma, il trio raggiunse il pianeta Terra nel reame del Wakanda, dove i Vendicatori erano impegnati a tenere testa alle orde di Thanos.

Quando il titano, riuscito a impadronirsi di tutte le Gemme dell'Infinito minacciò di cancellare dall'esistenza metà della popolazione dell'universo esistente con un semplice schioccò delle dita, Thor si scagliò ferocemente contro di lui per mezzo della sua nuova arma, affondandogli la falce nel petto. Credendo di essere riuscito a vendicare la morte del fratellastro e di tutti i compagni, Thor sorrise beffardo ma, poiché l'eroe non aveva mirato alla testa, Thanos riuscì in ogni caso a schioccare le dita e cancellando dall'esistenza metà della popolazione dell'universo, scomparve attraverso un portale gravemente ferito.[6]

La Battaglia finale per la Terra

Guidati questa volta da Captain Marvel, gli Avengers superstiti Captain America, Thor, Hulk, Black Widow, Iron Man, War Machine e Nebula si riunirono per rintracciare il terribile titano, tendergli un'imboscata e sottrargli il guanto con le sei gemme dell'infinito in modo da invertire gli effetti del suo operato e riportare in vita i loro amici. Quando però i Vendicatori riuscirono a catturarlo, scoprirono che Thanos aveva distrutto le gemme e che il suo gesto era divenuto a tutti gli effetti, irreversibile. Accecato dalla rabbia, Thor gli mozzò di netto la testa e i Vedicatori tornarono sulla Terra nuovamente sconfitti.

A cinque anni dall'accaduto, nel 2023, incolpandosi delle sorti dell'umanità, Thor cadde in un profondo stato di depressione e si rifugiò su Nuova Asgard, dove divenne un ubriacone perdigiorno, tanto da costringere Valkyrie ad assumere la guida del loro popolo.

Grazie all'aiuto di Scott Lang però, gli Avengers riuscirono ad avventurarsi nel Reame Quantico e sfruttando il potere del viaggio nel tempo, lottarono per recuperare tutte le gemme necessarie ad annullare le azioni di Thanos. Per recuperare la Gemma della Realtà custodita da Jane Foster, Thor e Rocket fecero ritorno su Asgard intorno al 2013. Thor ebbe un breve dialogo con la defunta madre Frigga di quell'epoca che lo aiutò a riacquisire la fiducia necessaria in sé stesso. Dimostrandosi nuovamente degno di brandire il suo martello leggendario, Mjolnir, Thor lo richiamò al suo cospetto dallo spazio profondo, mentre Rocket rubò con l'inganno a Jane la Gemma della Realtà.

Bruce Banner, l'unico in grado di sopportare le radiazioni emesse dalle gemme quando utilizzate, assunse le sembianze di Hulk e indossando il nuovo Guanto dell'Infinito, espresse il desiderio di riportare in vita tutti coloro che erano scomparsi a causa del BLIP, ripulendo definitivamente la coscienza dell'asgardiano.

Il Thanos del passato però, riemergendo dalle profondità del tempo assieme al suo esercito, prese d'assalto l'Avengers Facility, distruggendola da cima a fondo per impossessarsi del nuovo Guanto dell'Infinito ed esprimere nuovamente il suo desiderio di annientamento. Quando il dio del tuono venne messo al tappeto dal titano, Captain America si mostrò valoroso abbastanza da brandire il suo leggendario martello e tenere testa al titano malvagio.

Thor si unì quindi alla battaglia finale contro Thanos e il suo esercito, rispondendo personalmente alla chiamata alle armi di Captain America assieme al resto della resistenza. Pianto il compagno caduto e sconfitto Thanos, Thor affidò la guida di Nuova Asgard a Valkyrie, incoronandola regina a tutti gli effetti, mentre lui, in cerca di nuove avventure, sarebbe partito alla volta dello spazio profondo assieme ai Guardiani della Galassia.[7]

Poteri

  • Fisiologia Asgardiana: Thor presenta una serie di attributi sovrumani quali forza, velocità e resistenza, dovute al fatto che la pelle e le ossa di un asgardiano medio sono all'incirca tre volte più dense di un comune essere umano. Tali attributi prevedono:
  • Manipolazione Elementale:
    • Manipolazione Meteorologica: Thor è nato con il potere di controllare le tempeste meteorologiche, ragione per cui viene denominato il "Dio del tuono". Thor è in grado di controllare e manipolare gli agenti atmosferici, sia terrestri (il radunarsi delle nubi, controllare la pioggia, manipolare l'umidità atmosferica, alterare fenomeni temporaleschi, ecc.) che extraterrestri. Durante i combattimenti la sua arma caratteristica infatti, sono i fulmini da scagliare contro gli avversari. In certe occasioni Thor è stato persino in grado di controllare gli ecosistemi terrestri ed extraterrestri, esibendo un certo livello di influenza sulla pressione atmosferica e la capacità di generare particolari fenomeni elettromagnetici ed atmosferici. Thor ha dimostrato inoltre la capacità di manipolare a suo piacimento alcune forze naturali a livello planetario ed extraterrestre che includono le tempeste cosmiche e il campo elettromagnetico. Nello spazio profondo, è infatti in grado di influenzare e manipolare i medium interstellare e intergalattico. Può anche alterare la propria percezione visiva in modo da intravedere l'universo in termini di modelli di energia, che rilevano il flusso di energia cinetica, termica ed elettromagnetica alla base di fenomeni meteorologici e può impiegare questa energia a suo piacimento durante un combattimento.
    • Elettrocinesi: Thor è fisicamente in grado di sollecitare e far entrare in collisione gli elettroni negativi e positivi presenti nelle nubi e richiamare a sé una serie di fulmini e, tramite mezzi sconosciuti, manipolare l'elettricità all'interno del suo corpo che poi espelle dalle mani.



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